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Consiglio Nazionale degli Utenti

Consiglio Nazionale degli Utenti

Il Consiglio nazionale degli utenti è un organo collegiale istituito, dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha il compito di tutelare i diritti dei cittadini protagonisti del processo comunicativo ponendo cura particolare nel difendere i diritti e le esigenze delle persone di minore età. Il cnu a tal fine può formulare all’Autorità, al Parlamento, al Governo e a tutti gli enti pubblici e privati che operano nel settore dell’audiovisivo proposte e pareri sui temi concernenti la tutela dei diritti degli utenti.

Il Cnu ha anche una funzione di salvaguardia del pluralismo e della dignità umana nella comunicazione e deve ispirare la propria attività ai criteri fondamentali in materia di tutela dei consumatori e degli utenti, ai principi costituzionali di libertà, diritto alla comunicazione e informazione, ed ai principi contenuti nella normativa comunitaria.

Gli undici componenti del Cnu, che devono essere particolarmente qualificati in campo giuridico, sociologico, psicologico, pedagogico educativo e mass-mediale, vengono scelti dall’Autorità tra i numerosi esperti designati sia da associazioni rappresentative dell’utenza sia da associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori, delle persone con disabilità, in campo familiare, educativo.

L’intensa attività del Cnu è principalmente improntata ad iniziative di moral suasion, ma si concretizza anche in motivate proposte di legge, e intende tutelare l’utenza in generale ed in particolare quella appartenente alle fasce sociali più deboli e all’età evolutiva che sono le più vulnerabili da parte dei mezzi di comunicazione di massa in connessione con internet, particolarmente se veicolati sull’onda delle nuovi mezzi innegabilmente accattivanti. Il Cnu cerca di diffondere la conoscenza e la consapevolezza delle complesse tematiche connesse alla interazione tra internet e i minori approfondendo il ruolo che la rete ha nell’ambito dei processi evolutivi dei più giovani ed auspicando e diffondendo la coscienza della necessità di una reale tutela di questi ultimi.

L’enorme crescita dell’influenza dei media e la loro ormai totale interconnessione, pur utile e produttiva sotto molteplici aspetti, rende ancora più necessaria la tutela degli utenti di minore età, che hanno diritto ad un’informazione corretta, a migliori garanzie nelle comunicazioni personali e a programmi rispettosi della loro dignità.

Purtroppo all’espansione dei media non corrisponde una crescita in termini di qualità dei contenuti, in particolare su internet, ma al contrario il Cnu ha riscontrato un progressivo scadimento in termini qualitativi ed una crescente pericolosità di contenuti, determinati almeno in parte dal prevalere di logiche mercantili.

Il Cnu, in più occasioni è intervenuto sulle problematiche connesse ad un uso più sicuro di internet ed in particolare si è impegnato nella tutela dei minori sul fronte del contrasto al fenomeno della pornografia e della pedopornografia. Al fine di intervenire in maniera efficace sul fenomeno del cyberbullismo promosso e seguito un progetto inteso a creare una efficace sinergia tra diverse istituzioni ed associazioni al fine di pervenire ad una reale prevenzione e ad un incisivo controllo del fenomeno. Finalità purtroppo non di semplice realizzazione, infatti in questo comparto si assiste troppo spesso al sorgere ed al rapido tramontare di pur lodevoli iniziative. Il Tavolo tecnico sul fenomeno del cyberbullismo, promosso dal Ministero dello sviluppo economico, al quale hanno partecipato insieme al Cnu, l'Autorità, la Polizia postale e delle comunicazioni, il Garante per l'infanzia e l'adolescenza nonché rappresentanti delle associazioni e degli operatori del web, ha visto, purtroppo senza riuscire ad andare oltre le buone intenzioni, l’approvazione di una bozza di Codice di autoregolamentazione in base al quale gli operatori dei servizi di social network si sarebbero impegnati ad attivare meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo ed avrebbero garantire, per quanto tecnicamente possibile, maggiore efficacia nel contrasto del fenomeno del cyberbullismo anche attraverso l’oscuramento cautelare temporaneo del contenuto lesivo segnalato.

Il Cnu ha inoltre constatato che il fenomeno del gambling, in particolare su internet, sta diventando sempre più invasivo in special modo tra le fasce più deboli della popolazione, ossia quella degli adolescenti, con effetti dannosi in ambito comportamentale. Il gambling si configura come comportamento compulsivo, la cui dinamica può essere paragonabile ad altre forme di dipendenza patologica quali tossicodipendenza o alcolismo. Il Cnu ha presentato una proposta di legge alla Camera dei deputati, contenente il divieto per le emittenti televisive di mandare in onda pubblicità del gioco d’azzardo nella fascia protetta. Il progetto è di particolare importanza in quanto la traduzione in legge della proposta eliminerebbe qualsiasi forma di pubblicità audiovisiva del gioco d’azzardo nelle fasce orarie a protezione rafforzata e a protezione specifica previste dal Codice di autoregolamentazione tv e minori e questo fatto pur non costituendo evidentemente un argine impenetrabile al gioco d’azzardo avrebbe certamente un notevole valore come petizione di principio.

 

Autore: Safer Internet Centre


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