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Hate speech: tra gli adolescenti è atteggiamento sempre più diffuso
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Hate speech: tra gli adolescenti è atteggiamento sempre più diffuso

Il 10% ha insultato on line un coetaneo, il 13% un vip. Ecco i dati di una ricerca di Generazioni Connesse realizzata da Skuola.net e Università di Firenze


I “post- millennials” sono cresciuti assieme agli smartphone. Ma quanto tempo sono connessi in rete? Cosa fanno? Come interagiscono e con chi? La ricerca di Generazioni Connesse, realizzata da Skuola.net e Università di Firenze, sembra fornire risposte in abbondanza: sono ben 1775 i ragazzi partecipanti alla rilevazione.

Da quanto emerge dall’indagine, non si può tracciare un quadro dei luoghi reali frequentati dai ragazzi, ma di quelli “virtuali”sì: i preferiti sono i social network, dato che il 56% degli intervistati dice di passare la stragrande maggioranza della vita online proprio su WhatApp (81%), Facebook (77%) e Instagram  (62%).

Il dove è chiaro, ma il quanto? Il 40% supera le 5 ore al giorno, circa la metà di questi addirittura si dichiara “sempre connesso” (quindi anche a scuola). Rispetto alla rilevazione di un anno fa’, si tratta di un aumento di quasi il 17%. Questo grande quantitativo di ore, produce una conoscenza capillare degli ambienti della rete e degli strumenti a disposizione: difficilmente le fake news e le bufale circolanti sul web riescono a ingannare la “Z generation”, che è in grado di capire la veridicità di una notizia, anche se 1 intervistato su 4 tende a fidarsi di ciò che legge online senza verificare la fonte (soprattutto se il contenuto è condiviso dagli amici).

Il rovescio della medaglia consiste in alcuni comportamenti come l’hate speech: il 13% ammette di aver insultato un Vip sui social network almeno una volta. Quasi 1 su 10 ha creato un profilo falso appositamente per  scaricare le sue attenzioni non proprio affettuose sui personaggi famosi. Gli insulti nei confronti dei vip sui social sono un comportamento “accettato” , dato che solo il 21% lo disapprova totalmente e meno del 10% segnalerebbe alla piattaforma il contenuto offensivo. Il discorso non cambia se si tratta di coetanei o amici: il 10% degli intervistati dice di aver rivolto insulti sul web a ragazzi della stessa età. 

L’attinenza con la realtà è cosa ben diversa, dato che i ragazzi non riproducono i comportamenti nelle percentuali sopra indicate nella vita reale: il 28% di quelli pronti a mettere alla gogna un coetaneo sul web non lo farebbe se avesse la persona di fronte. Ancora meno se il destinatario del commento è un personaggio famoso: neanche 1 su 3 (il 32%) se la sentirebbe di ripetere quanto detto sul social al diretto interessato.

Tornando al virtuale, il dato ancor più rilevante rimane l’indifferenza: in caso di episodi di bullismo online nei confronti di un compagno il 14% non farebbe niente; il 4% interverrebbe, ma solo per infierire. Nel complesso, si può affermare che la Rete si è ormai impadronita della loro vita, segnando una totale confusione tra i due piani (reale-virtuale). E con il rischio che odio e indifferenza stessa si possano trasferire con ancor più forza nel rapporto fisico e psicologico con l'altro, nella vita di tutti i giorni. 

In allegato i dati dell'indagine riassunti in infografica.

 





IL VADEMECUM DI GENERAZIONI CONNESSE

La guida si rivolge a genitori, insegnanti, operatori del sociale e della salute mentale, a professionisti dell’infanzia e, in generale, a tutti coloro che sono coinvolti nelle tematiche in questione o semplicemente interagiscono con il mondo giovanile e intendono acquisire maggiori strumenti conoscitivi e operativi sui rischi collegati all’utilizzo delle TIC.

Il documento è strutturato in due parti:

  • una sezione dedicata all’approfondimento - con riferimenti teorici e operativi - di alcune problematiche quali: il cyberbullismo, i siti pro-suicidio, i siti pro-anoressia e pro-bulimia, il gioco d’azzardo online, la pedopornografia online, l’adescamento online, il sexting, il commercio online, i videogiochi online e la dipendenza da Internet;
  • una sezione con i riferimenti dei servizi a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una delle situazioni prese in considerazione.

 

 

 

KitDidattico

Scopri il nostro kit didattico composto da tre e-book interattivi per bambini, ragazzi e insegnanti, con consigli e giochi per navigare sicuri online. In particolare, l’e-book dedicato ai docenti approfondisce alcune tematiche legate all’utilizzo di Internet e nuovi media offrendo spunti di riflessione e attività didattiche per condurre laboratori con bambini e ragazzi.

 

#ChatWoman

Colei che chattava, chattava, chattava...

Il Web è un luogo meraviglioso ed è importante conoscerlo, navigarlo, passare del tempo in rete per coltivare passioni, amori o amicizie anche usando le chat… ma è importante che la vita in chat non diventi la tua vita. Continua a coltivare il tempo con gli amici, a incontrarli.

 

 

#SilverSelfie

Colui che viveva scattando

Scattare foto e postare un selfie può essere un modo per condividere con gli altri come stiamo, per fargli sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma spesso si pensa più al condividere il momento che a viverlo realmente. Non si pensa più ad apprezzare quello che c’è attorno a noi, a sentire le emozioni che ci circondano.

Ricordiamo che oltre il Selfie... c'è di più...

 

 

#IncredibileUrl

Colui che cliccava su tutto.

L' #IncredibileURL non fa mai attenzione a quello che gira sui social. Clicca su tutti i link, condivide e commenta senza leggere il contenuto o verificare le fonti. Una volta ha seguito le istruzioni descritte in una email e... ha perso tutti i soldi che aveva sulla sua prepagata...amici, a incontrarli.

 

 

#UomoTaggo

Colui che taggava chiunque

Per l’#UomoTaggo un momento non Taggato, è un momento non vissuto.
Ogni foto, stato, video deve essere avere un Like, un cuore, un Wow…

 

 

#RagazzaVisibile

Colei che postava ogni cosa...

La #RagazzaVisibile pensava che alcune foto condivise con il proprio fidanzato rimanessero private, ma si sbagliava. Lui le inviò ad un amico fidato che le inviò ad un altro amico fidato che poi...

 

 

#Tempestata

Colei che postava senza pensare

I social ti permettono di condividere in diretta l’entusiasmo di un momento felice, i tuoi pensieri, le tue emozioni. Puoi far conoscere a tutti i tuoi amici e alle tue amiche quello che sei… Ma quando usi i social rifletti sempre su ciò che pubblichi e con chi lo condividi?

 

 

#PostatoreNero

Colui che si sentiva il più forte (online)

Il #PostatoreNero crede che tutto sia un gioco, che offendere online è un gesto che non può ferire nessuno... il postatore nero è... scoprilo nell'ultimo episodio!

 

 
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