Tutti i Target - venerdì, 3 novembre 2017

Helpline e cyber bullismo

Il supporto degli operatori di Telefono Azzurro per fermare i cyberbulli



Marta è una ragazza di 15 anni  ed è molto preoccupata da una sua foto che i compagni di classe hanno modificato e stanno diffondendo.

Inizialmente è stata condivisa attraverso Whatsapp e Facebook solo tra i compagni della sua classe, ma il timore è che la foto compromettente, unita a insulti pesanti sul suo conto, possa finire in mano a sconosciuti e conoscere una diffusione in rete non più controllabile da lei. Marta capisce di essere vittima di cyberbullismo, così la paura che la foto sia scoperta dai genitori e l’incapacità di riuscire a trovare una soluzione da sola, la spingono a contattare la helpline gestita da Telefono Azzurro nell’ambito del progetto Generazioni Connesse.

Lavorando insieme alla ragazza, nel tentativo di trovare possibili soluzioni, l’operatrice convince Marta della necessità di parlare di quanto le accade con mamma e papà e allo stesso tempo le rimanda l’opportunità di informare la Polizia Postale, in modo che sia possibile monitorare e porre termine allo scambio della foto.

Con il consenso di Marta dunque l’operatrice contatta e informa la Polizia Postale, contestualmente ai genitori che, ormai a conoscenza di quanto sta accadendo, si rivolgono allo stesso canale. Al nuovo contatto con l’operatrice Marta è più sollevata dall’aver ricevuto aiuto anche dai suoi genitori che, su consiglio di Telefono Azzurro, decidono di aprire un confronto anche con la Preside dell’Istituto scolastico da lei frequentato per supportare la ragazza, ma soprattutto per coinvolgere i compagni in un intervento di prevenzione, insegnando loro il valore del rispetto e dell’attenzione dell’altro.

Quello di Marta è solo uno dei tanti casi di cyberbullismo che gli operatori della Helpline si trovano a gestire ogni giorno. Spesso sfociano in cyberbullismo situazioni precedenti di bullismo, anche scolastico, a cui nessuno ha fatto fronte, o situazioni di disagio emotivo e personale del ragazzo preso di mira.

Generalmente chi si rivolge alla helpline non ne ha ancora parlato con una persona adulta ed è giunto a una situazione diventata ormai insostenibile e che produce un senso di vergogna e impotenza nel trovare soluzioni concrete per bloccare le offese in rete. Ma non manca anche chi si è confrontato con un amico o con i genitori prima di rivolgersi a questo canale. Difficile stabilire le cause scatenanti, possono assumere rilevanza, come nella vita reale, le differenze religiose o sociali, così come qualsiasi altro aspetto di differenza che abbia il potere di rendere più fragile un certo ragazzo. Ma non sempre il fenomeno ha origine nella vita reale, alcuni casi nascono e proseguono esclusivamente nel web per una determinata immagine virtuale o per le parole usate e le richieste verso altri utenti.

Le vittime di cyberbullismo, e in pochi casi i gli autori, si rivolgono alla helpline sia attraverso la linea telefonica che attraverso la chat. Quest’ultima è probabilmente dal punto di vista dei ragazzi un mezzo più anonimo, forse emotivamente meno coinvolgente, ma che implica l’utilizzo della Rete, Rete della quale sono “vittima”. I contatti attraverso la linea telefonica giungono spesso con il numero privato per non rivelare il proprio nome: i minori infatti hanno una forte vergogna, espressa o meno, al momento del contatto con l’operatore.

L’operatore in tutti questi casi deve lavorare sul vissuto dei ragazzi, legittimando il confronto con gli adulti e individuando tutte le risorse, interne ed esterne, necessarie ad affrontare e superare la situazione di difficoltà. È importante infatti che l’operatore costruisca un rapporto di fiducia con la vittima di cyberbullismo, condividendo con lui eventuali soluzioni che vanno dal coinvolgimento della Polizia Postale, al fine di monitorare e intervenire per porre fine al fenomeno, a interventi sul suo contesto di vita, come il coinvolgimento della scuola, fino a un supporto più personale per aiutarlo a gestire ed elaborare quanto accaduto.

Gli operatori della helpline, gestita da Telefono Azzurro nell’ambito del progetto Generazioni Connesse, sono disponibili ad offrirti uno spazio confidenziale di ascolto e di aiuto attraverso la chat presente sul sito www.azzurro.it/chat e attraverso il numero 1.96.96. Il servizio telefonico è attivo 24 ore su 24 e la chat è operativa tutti i giorni dalle 8 alle 22, il sabato e domenica fino alle 20.

 

 

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