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Privacy

Ognuno ha il diritto di impedire che le proprie informazioni personali (numero di telefono, indirizzo, ma anche scuola che si frequenta, foto personali, ecc…) diventino note ad altri. E’ quello che si intende per “diritto alla privacy”. Saperlo riconoscere, gestire e difendere è il primo passo per navigare in Rete in modo responsabile.

Su Internet i tuoi figli raccontano esperienze, condividono cosa gli piace e cosa no, postano le foto dei loro momenti più importanti. Ma non solo: vogliono avere sempre più amici, cercano un pubblico, persone con cui interagire. Manifestano insomma, il bisogno di apparire e mostrarsi, strettamente connesso alla ricerca di una propria identità. E la privacy?

Saper gestire la propria privacy, non a caso è il primo passo per navigare su Internet in modo autonomo. Qualcosa che riguarda la sicurezza, ma anche la “reputazione”, ovvero come stabilire il giusto confine tra sé e gli altri. Per questo parlare di privacy con i tuoi figli, può essere davvero un’occasione educativa importante.

Cosa si intende per privacy

“Privacy” è il termine per indicare il “diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata” (art.1 D.lgs n.196/2003). Tale diritto garantisce ad ogni individuo che i  suoi dati personali non siano divulgati o conferiti a terzi senza la sua autorizzazione e che siano trattati nel rispetto delle regole e dei principi stabiliti dalla legge come attuativi del Diritto alla Privacy.

Il diritto alla privacy e, in particolare, alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale delle persone, collegato alla tutela della dignità umana, come sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (art. n.7 e 8)

In Italia la legge che regolamenta la tutela dei dati personali è il Codice in materia di protezione dei dati personali (o Codice della privacy) cioè il  Decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 e successive modificazioni.

Per dato personale si intende “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale” (art.4 D.lgs 196/2003)

I dati personali si dividono in tre categorie (art. 4 D.lgs 196/2003)

  • dati sensibili:  i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”
  •  dati identificativi: “i dati personali che permettono l’identificazione diretta dell’interessato”. Sono dati personali ad esempio il nome e cognome, l’indirizzo, il codice fiscale, dati sanitari, bancari ma anche la foto o la registrazione della voce.
  • dati giudiziari: " i dati personali idonei a rivelare provvedimenti (di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313) in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato (ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale)”

Cosa rischiano

Incontri non graditi

Pubblicare informazioni che possono farli rintracciare fisicamente, li espone alla possibilità di un incontro “fisico” con sconosciuti.


Danni alla reputazione

Su Internet è impossibile tornare indietro. Cosa grave se, ad esempio, i tuoi figli danno un’immagine di se troppo spinta: dopo anni potrebbero pentirsene e subire la scelta passata (Visita la sezione sexting).

Anche un semplice messaggio privato potrebbe avere conseguenze impreviste: il destinatario potrebbe reinviarlo ad altri, pubblicarlo, ecc… Se i tuoi figli non ne sono consapevoli, e commettono un errore, potrebbero esserne danneggiati nella sfera sociale. Gli esempi sono tanti: un brutto commento che viene visto da un professore, una confidenza personale che diventa pubblica, un opinione riservata che gira sui telefonini di tutti...


Cyberbullismo

Più parlano del loro privato, più sono esposti al cyberbullismo. I cyberbulli, infatti, possono utilizzare informazioni personali della vittima per danneggiarla agli occhi degli altri, o ferirla più nell’intimo. Possono ritoccare le sue foto, contattarla su altri media, comunicare con i suoi amici… Visita la sezione Cyberbullismo.


Troppo bisogno di apparire

Sebbene sia assolutamente normale alla loro età, a volte il "bisogno di apparire" può significare qualcos’altro. Quando, ad esempio, si basa più sulla quantità che sulla qualità dei contatti o assorbe la maggior parte delle energie durante la giornata. In questo caso, potrebbe essere un campanello d’allarme per problemi più profondi e complessi.


Diffusione dati

I dati personali non protetti, possono essere usati per spam o per altre truffe attraverso email, SMS ecc… Ma anche per ricerche di marketing non autorizzate.


Il furto di identità

Il “furto di identità” consiste nell’appropriarsi in modo fraudolento di dati relativi ad un’altra persona o di una azienda, ottenendo informazioni importanti  per accedere a conti correnti bancari e postali, sottrarre somme di denaro o effettuare acquisti di beni e servizi. Questo può avvenire sia su Internet che con la moneta elettronica (carte di credito), sportelli bancomat, etc.

 

Consigli su come educare

Comprendi i loro bisogni

Come genitore, dovresti partire dai bisogni dei tuoi figli, legati alla loro età e alla loro crescita. Come il bisogno di apparire, condividere la propria identità, avere tanti amici. Una volta capito come questi bisogni possono soddisfarsi su internet, sarà più facile educare anche sui rischi legati alla privacy. Cerca di ricordare come eri tu alla loro età, anche se il mondo è cambiato, i bisogni sono sempre gli stessi.


Stabilisci delle regole

Cosa è possibile condividere su Internet e cosa no, ad esempio. Potete stabilirle insieme, quando crescono, ma l'ultima parola deve essere sempre la tua. Può essere un’occasione per iniziare a parlare di temi come la sessualità, il bisogno di apparire, la pressione del gruppo. Ovviamente non si tratta solo di imparare regole e nozioni: dovresti insegnargli a comprendere e gestire il proprio mondo emozionale. Perché l’emotività e l’impulsività, applicate a Internet, fanno sì che si divulghino spesso informazioni, scordandosi ogni regola.


Aiutali a interagire con gli altri

Difendere la propria privacy va oltre il postare o inviare qualcosa, riguarda anche il rispondere e interagire con altre persone: in chat, via email, nei commenti di un post. Come genitore, dovresti fornire strumenti per gestire la comunicazione con una persona sconosciuta, ad esempio. Fare in modo che tengano presente i rischi possibili, le possibili implicazioni. Ma anche che applichino regole generali: come non rispondere a email che chiedono informazioni personali, cancellare quelle che giungono da sconosciuti, ecc…


Dagli sempre più autonomia

Se sono piccoli dovresti accompagnarli passo passo, essere molto presente. Successivamente, magari, decidere insieme quali app usare e la password per installarne di nuove. Stabilire cosa sottoporti sempre prima di pubblicarlo su Internet (partendo da tutto, potrebbero essere poi solo i video e le immagini). La direzione, ovviamente, è quella di farli essere sempre più autonomi: ma non dare per scontato che i tuoi figli siano già in grado di gestire la privacy da soli. Verificalo navigando con loro ogni tanto, ad esempio.


Insegnagli a chiedere consiglio

Uno step davvero importante per valutare l’autonomia, è quando sono in grado di comunicarti un problema, verbalizzarlo, sapere che possono contare su di te al momento giusto. Ricordati che a volte per i ragazzi può essere imbarazzante parlare con i genitori di ciò che accade online: ribadisci però che è sempre fondamentale parlare con un adulto. Spiegagli che in quei casi anche Generazioni Connesse può essere di aiuto con due canali. La linea di ascolto 1.96.96 e la chat del progetto, gestite da Telefono Azzurro, accolgono qualsiasi richiesta di consiglio o aiuto trovando insieme ai ragazzi la soluzione più adatta per aiutarli e tutelarli. Spiega loro che possono contattare la helpline in ogni momento della giornata, 24 ore su 24. La chat è attiva invece tutti i giorni dalle 8 alle 22 (sabato e domenica dalle 8 alle 20).


Scarica le app consapevolmente

Lo sapevi che le app di social network possono essere collegate al sistema di geolocalizzazione del tuo smartphone e potrebbero far sapere a tutti dove ti trovi? Quando scarichi una app, questa può richiedere accesso a molti dati contenuti nel tuo telefono  o nel tuo tablet. E’ bene sempre controllare le condizioni d’uso in materia di privacy e trattamento dei dati personali.

 

La privacy degli studenti e delle famiglie a scuola

Il Garante ha pubblicato un’utile vademecum “la scuola a prova di privacy” che offre agli insegnanti e ai dirigenti una guida per gestire correttamente le questioni legate alla diffusione e al trattamento dei dati personali degli studenti e delle famiglie. (www.garanteprivacy.it). SCARICA IL VADEMECUM DEL GARANTE

 

Consigli utili per tutelare la privacy

Ricorda che:

  •  quando fornisci i tuoi dati personali per attivare un servizio o un contratto o per effettuare un acquisto, è bene concedere il consenso al trattamento dei dati ai soli fini dell’esecuzione della richiesta/contratto, negando il consenso per tutti gli altri fini (cessione a terzi, invio di pubblicità ed offerte ecc.)
  • Hai sempre il diritto di richiedere la cancellazione dei tuoi dati ed essere escluso/a dall’invio di comunicazioni non richieste, facendo richiesta scritta (anche per email) al titolare del trattamento o all’emittente della comunicazione (es newsletter indesiderate)
  • Quado utilizzi smartphone, evita di consentire indiscriminatamente alle APP di accedere a dati sulla posizione, sulla navigazione, ai contati della rubrica, alla galleria foto ecc. E’ improbabile che un’APP che fornisce la sola funzionalità “torcia” abbia bisogno di accedere ai contatti!

 

 

 

Consigli utili sul diritto all'oblio

Che cos'è il diritto all’oblio in internet

Con il “diritto all’oblio” si intende il diritto di richiedere la cancellazione o l’aggiornamento di una notizia o di un fatto di cronaca che ci riguarda in prima persona, accaduto in passato: lo sancisce l’art. 17 del Regolamento UE 2016/679.

In alcuni casi il diritto all’oblio si scontra con il diritto all’informazione, pertanto non si potrà pretendere la cancellazione di tutti gli articoli e le pagine che ne riferiscono, ma solo la rimozione dall’indicizzazione svolta dai motori di ricerca sul web, a cura dei motori stessi: le pagine origine continueranno ad essere presenti online, ma raggiungibili solo digitandone direttamente l’url o raggiungendole attraverso i link presenti su altre pagine.  E’ sempre possibile richiedere agli autori dei contenuti in questione la rimozione, solo non si potrà pretenderla.

Il Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali in vigore da giugno 2018,  introduce regole più chiare in materia di informativa e consenso, definisce i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali, pone le basi per l'esercizio di nuovi diritti, stabilisce criteri rigorosi per il trasferimento dei dati al di fuori dell’Ue e per i casi di violazione dei dati personali.

Guida all'applicazione del nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali in vigore da giugno 2018

 

Consigli utili sul furto d'identità

Il furto di identità è un reato penale, sanzionato anzitutto dall’articolo 494 del c.p. “ Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno”.

Anche il Codice della privacy (D.L.vo 196/2003) tutela l’identità personale.

Internet e in particolare i sociale network, anche utilizzati tramite Smartphone, sono sempre più il terreno di queste truffe, in quanto favoriscono la circolazione poco protetta dei nostri dati personali . Vediamo i casi più frequenti:

  • Phishing: utilizzo della posta elettronica per carpire dati di accesso con e-mail, falsamente  provenienti da Istituzioni pubbliche (Agenzia delle entrate, ad esempio),  Istituti di credito, Poste italiane, grandi aziende di servizi elettrici o telefonici con motivazioni accattivanti o minacciose (riscossione di premi, sblocco del conto corrente o della carta di credito, ripristino password ecc).
  • Creare un account di posta elettronica intestato ad un'altra persona, allo scopo di instaurare rapporti con altri utenti della Rete inducendoli, quindi,  in errore sulla reale identità del mittente. 
  • Creare un account di Facebook o altro social network a nome di un’altra persona ed utilizzarlo a suo danno, ovvero con lo scopo di attribuirle azioni e dichiarazioni, pubblicare sue immagini compromettenti o imbarazzanti o altro;
  • Skimming: clonazione della carta di credito effettuata durante l’operazione di prelievo o di pagamento presso sportelli automatici e terminali POS;
  • Bin raiding: recuperare informazioni fiscali, estratti conto, bollette o qualsiasi altra documentazione altrui, riportante informazioni personali, per farne uso illecito;
  • Attivazione di SIM per telefonia e connessione Internet intestate ad altre persone: viene realizzata presentando dati reali di una persona (sottratti o intercettati con varie modalità) e documenti di identità falsificati. Il rischio è duplice, ovvero che siano addebitati  all’ignara vittima i costi per traffico e abbonamenti goduti dai ladri di identità, o peggio che le siano imputate responsabilità per le eventuali attività illecite svolte utilizzando quelle sim (traffico di droga, terrorismo, rapine ed altro)
  • Apertura di credito, acquisti a rate o richiesta di prestiti presso banche e finanziarie, a nome della vittima, in modo da farle addebitare la restituzione. La persona che subisce il furto di identità si vedrà recapitare bollettini o richieste di pagamento, o peggio atti giudiziari come decreti ingiuntivi, ai quali dovrà opporsi dimostrando di non aver mai acquistato i beni  o richiesto i prestiti.

Il furto di immagini e video

Anche l’immagine di una persona (o il logo di una impresa, di una associazione) deve essere considerata  sicuramente “dato personale” e il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di  garantire all’interessato la possibilità di esercitare in qualsiasi momento  i diritti di aggiornamento, rettifica, integrazione o cancellazione dell’immagine/video. Pertanto non è lecito utilizzare le immagini altrui senza autorizzazione scritta.


Cosa fare se si sospetta di essere stati vittima di un furto di identità?

  • Innanzitutto bloccare le carte di credito , i conti correnti o le SIM interessati dall’uso fraudolento, telefonando ai gestori. Attenzione a conservare il codice della segnalazione fatta, che viene comunicato alla fine della telefonata.
  • In caso di prestiti ed acquisti rateali, disconoscere il contratto tramite lettera raccomandata A/R e non pagare quanto richiesto.
  • Dare seguito al disconoscimento con regolare denuncia presentata presso le autorità di Pubblica Sicurezza (da fare sempre, anche in via cautelativa contro eventuali usi illeciti dell’identità rubata non ancora noti)
  • Modificare le password di tutti gli account on-line, a partire da quelli correlati a informazioni o istituti finanziari.
  • Se il furto di identità si realizza tramite un sito web o social media, contattare immediatamente il relativo servizio di sicurezza o di assistenza per disconoscere l’account e per chiederne il blocco.

Cosa fare in caso di sottrazione e pubblicazione  di foto/video

  • Inoltrate una formale richiesta al sito in questione (anche a mezzo fax e/o posta elettronica) per accedere ottenere la cancellazione, ai sensi del Codice della privacy. Se non la ottenete,  rivolgetevi al Garante della protezione dei dati personali mediante ricorso.
  • Sotto il profilo penale, presentate denuncia presso il più vicino ufficio di Polizia.

Cosa fare in caso di furto di profili social (Facebook, Google Plus, Twitter, Linkedin etc.) o dell’account di posta elettronica

  • Fate subito una denuncia ad un ufficio di Polizia, per accesso telematico abusivo e  sostituzione di persona.
  • Chiedete la rimozione del falso profilo segnalandolo direttamente al centro assistenza del social.

 

Materiale di Approfondimento

 

Video

Come si sente una vittima di cyberbullismo e l’importanza di proteggere i propri dati personali – video rivolto a ragazzi e ragazze – realizzato dalla classe 3 A-D-G della Scuola De Pinedo di  Roma 


La sostituzione d’identità è un reato: come proteggersi da chi fa un uso improprio della Rete – video rivolto a ragazzi e ragazze –realizzato dagli studenti della classe 3B della Scuola Savoia di Roma


L’importanza di non dire dove sei a chiunque – video rivolto a ragazzi e ragazze – realizzato dagli studenti della classe 4E della Scuola Savoia di Roma

 

Altro materiale Video

KitDidattico

Scopri il nostro kit didattico composto da tre e-book interattivi per bambini, ragazzi e insegnanti, con consigli e giochi per navigare sicuri online. In particolare, l’e-book dedicato ai docenti approfondisce alcune tematiche legate all’utilizzo di Internet e nuovi media offrendo spunti di riflessione e attività didattiche per condurre laboratori con bambini e ragazzi.

 

IL VADEMECUM DI GENERAZIONI CONNESSE

La guida si rivolge a genitori, insegnanti, operatori del sociale e della salute mentale, a professionisti dell’infanzia e, in generale, a tutti coloro che sono coinvolti nelle tematiche in questione o semplicemente interagiscono con il mondo giovanile e intendono acquisire maggiori strumenti conoscitivi e operativi sui rischi collegati all’utilizzo delle TIC.

Il documento è strutturato in due parti:

  • una sezione dedicata all’approfondimento - con riferimenti teorici e operativi - di alcune problematiche quali: il cyberbullismo, i siti pro-suicidio, i siti pro-anoressia e pro-bulimia, il gioco d’azzardo online, la pedopornografia online, l’adescamento online, il sexting, il commercio online, i videogiochi online e la dipendenza da Internet;
  • una sezione con i riferimenti dei servizi a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una delle situazioni prese in considerazione.

 

 

 

#ChatWoman

Colei che chattava, chattava, chattava...

Il Web è un luogo meraviglioso ed è importante conoscerlo, navigarlo, passare del tempo in rete per coltivare passioni, amori o amicizie anche usando le chat… ma è importante che la vita in chat non diventi la tua vita. Continua a coltivare il tempo con gli amici, a incontrarli.

 

 

#SilverSelfie

Colui che viveva scattando

Scattare foto e postare un selfie può essere un modo per condividere con gli altri come stiamo, per fargli sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma spesso si pensa più al condividere il momento che a viverlo realmente. Non si pensa più ad apprezzare quello che c’è attorno a noi, a sentire le emozioni che ci circondano.

Ricordiamo che oltre il Selfie... c'è di più...

 

 

#IncredibileUrl

Colui che cliccava su tutto.

L' #IncredibileURL non fa mai attenzione a quello che gira sui social. Clicca su tutti i link, condivide e commenta senza leggere il contenuto o verificare le fonti. Una volta ha seguito le istruzioni descritte in una email e... ha perso tutti i soldi che aveva sulla sua prepagata...amici, a incontrarli.

 

 

#UomoTaggo

Colui che taggava chiunque

Per l’#UomoTaggo un momento non Taggato, è un momento non vissuto.
Ogni foto, stato, video deve essere avere un Like, un cuore, un Wow…

 

 

#RagazzaVisibile

Colei che postava ogni cosa...

La #RagazzaVisibile pensava che alcune foto condivise con il proprio fidanzato rimanessero private, ma si sbagliava. Lui le inviò ad un amico fidato che le inviò ad un altro amico fidato che poi...

 

 

#Tempestata

Colei che postava senza pensare

I social ti permettono di condividere in diretta l’entusiasmo di un momento felice, i tuoi pensieri, le tue emozioni. Puoi far conoscere a tutti i tuoi amici e alle tue amiche quello che sei… Ma quando usi i social rifletti sempre su ciò che pubblichi e con chi lo condividi?

 

 

#PostatoreNero

Colui che si sentiva il più forte (online)

Il #PostatoreNero crede che tutto sia un gioco, che offendere online è un gesto che non può ferire nessuno... il postatore nero è... scoprilo nell'ultimo episodio!

 

 
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