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Gli enti e le aziende che supportano attivamente il progetto

Al fine di dare continuità e rafforzare il ruolo del Safer Internet Centre, come punto di riferimento a livello nazionale per quanto riguarda le iniziative connesse alla sicurezza in Rete dei più giovani, il MIUR ha avviato e coordinato i lavori di un Advisory Board Nazionale, un gruppo di lavoro che vanta competenze e know how d’eccellenza, grazie anche alla presenza, in seno a tale tavolo tecnico, dei soggetti più autorevoli fra le aziende di telecomunicazione, dell’ICT e del web. L’Advisory Board si propone, infatti, quale luogo principale di dialogo tra tutte le realtà istituzionali, aziendali e/o della società civile, e quindi come interlocutore autorevole e competente per il mondo politico e per le Istituzioni Pubbliche, e come supporto multidisciplinare – grazie alle diverse competenze che esprime al suo interno – di tutte le iniziative assunte da soggetti, pubblici e privati.

L’Advisory Board rappresenta un’importante opportunità per dare avvio ad una strategia più ampia che non si esaurisca nei confini, temporali e di azione, del progetto SIC, ma che si sviluppi e consolidi come iniziativa sostenibile nel tempo e fortemente ancorata al contesto nazionale in una prospettiva sovranazionale.

Per questo in seno al Progetto sono state avviate due importanti azioni in stretta cooperazione con l’Advisory Board oltre alle attività di comunicazione.

 

Una Mappatura delle azioni realizzate nelle scuole

Il numero di aziende, associazioni e istituzioni coinvolte nelle scuole in attività di sensibilizzazione e informazione sull’uso di internet e delle nuove tecnologie, è aumentato in questi anni in modo esponenziale, per cui, tra gli obiettivi che il MIUR ha individuato per il tavolo dell’AB, vi è quello di garantire l’adozione di standard minimi di qualità nello svolgimento degli interventi nelle scuole.

Per questa azione è stato istituito un gruppo di lavoro, con il compito di realizzare due schede di rilevazione: una prima per tutti i membri dell’Advisory Board (aziende, associazioni e istituzioni) che svolgono attività nelle scuole (14 enti dell’AB hanno compilato successivamente la scheda); una seconda per tutte le scuole coinvolte al fine di raccogliere direttamente informazioni sulle attività che vengono realizzate (427 scuole hanno partecipato alla raccolta dati).

Il piano di lavoro prevede le seguenti azioni (di cui le prime due sono già state avviate):

  1. Definizione di una scheda riepilogativa degli interventi formativi portati avanti dai soli attori afferenti al Gruppo di Lavoro SCUOLE.
  2. Definizione: a) dei criteri che guidano la mappatura degli interventi; b) delle tecniche e degli strumenti di rilevazione e raccolta; c) degli strumenti di analisi.
  3. Raccolta e analisi dei dati.
  4. Formulazione di Linee di indirizzo (che includono standard minimi di qualità da rispettare per gli interventi nelle scuole).
  5. Definizione di strumenti di monitoraggio nell’applicazione degli standard minimi di qualità.
  6. Organizzazione di un evento per il lancio delle Linee di indirizzo.
  7. Prima rilevazione dello stato di attuazione delle Linee di indirizzo.

 

Dai dati raccolti relativamente alle scuole è emerso come gli interventi vengano erogati principalmente dalle Forze dell’Ordine come Polizia Postale e Carabinieri, da Università/Enti pubblici e Associazioni o Enti accreditati presso MIUR o USR.  Il 48% degli interventi ha previsto un solo incontro formativo, mentre una minoranza di essi (18%) ha proposto più di 15 ore formative. Sul versante dei partecipanti, emerge come siano gli studenti e le studentesse (92% dei casi) il target principale degli interventi, seguiti da insegnanti, genitori e personale ATA. Da sottolineare l’importanza, secondo una prospettiva ecologica, del coinvolgimento di molteplici soggetti che avviene nel 31% degli interventi. All’interno dei progetti, l’area tematica maggiormente toccata e trattata è stata quella del fenomeno del cyberbullismo. La maggior parte degli interventi vengono attuati con lo scopo di prevenire i comportamenti a rischio ed aumentare le conoscenze in merito. Un aspetto interessante che emerge è il coinvolgimento di profili professionali differenti, come l’esperto delle tecnologie digitali e lo psicologo. La fase di valutazione e di follow-up sono aspetti importante per avere un feedback sull’esperienza da parte degli attori direttamente coinvolti ed eventualmente apportare modifiche per migliorare il progetto e rispondere al meglio agli obiettivi che ci si è prefissati. Solo il 54& degli interventi ha previsto una valutazione dei percorsi effettuati e, rispetto a questa fase, un dato emergente è la non sistematicità della valutazione, solitamente affidata ad una grossolana percezione generale degli operatori o ad un paragone generale con esperienze pregresse.

 

Riflessioni ed approfondimenti relative alle Politiche “Better Internet for Kids”

L’obiettivo generale di queste azioni di coordinamento è di garantire l’adozione e l’attuazione di politiche, di respiro sovranazionale, che favoriscano un utilizzo positivo delle tecnologie digitali da parte dei più giovani.

Considerato questo obiettivo e vista l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali, si è stabilito di dedicare durante il 2017 un apposito approfondimento alla definizione delle misure necessarie per attuare il Regolamento una volta entrato in vigore, a far data dal 25 maggio 2018.

Il gruppo di lavoro ha lavorato all’approfondimento del nuovo Regolamento con il supporto di un esperto, docente universitario, prefigurando le diverse implicazioni dell’entrata in vigore del Regolamento in particolare con riguardo ai minori. Si è poi deciso di elaborare un volantino informativo, destinato ai genitori, avente ad oggetto tutta la tematica, trattata in modo semplice ed intuitivo.

 

 

 

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