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Bullo??.ti annullo? con un tesoro che è in noi: le
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Bullo??.ti annullo? con un tesoro che è in noi: le

IC "B. CITRINITI DI SIMERI CRICHI


Le cronache recenti sono piene di storie drammatiche di ragazzi che a scuola sono perseguitati da atti di bullismo, fenomeno in crescita che si diffonde a macchia d?olio ed interessa la scuola di ogni ordine e grado. Oggi, poi ha assunto una nuova connotazione ancora più subdola quella del cyberbullismo che danneggia ancora di più e rende il soggetto che subisce l?atto, ancora più vulnerabile e messo in ridicolo davanti ad un pubblico vastissimo che è quello del Web. A essere colpiti dal bullismo on-line sono soprattutto i giovanissimi, di età compresa tra i 12 e 16 anni, che facendo un uso spasmodico del web, molto spesso, a causa della loro inesperienza, finiscono nel mirino dei cyber-bulli. Come nel bullismo tradizionale, il prevaricatore prende di mira chi è ritenuto ?diverso? dal punto di vista caratteriale, estetico, economico o di orientamento sessuale, provocando stati psicologici depressivi. L'anonimato differenzia la versione digitale del fenomeno rispetto a quella tradizionale e ne amplifica gli effetti. In passato le vittime, rientrando a casa, trovavano quasi sempre un rifugio sicuro, un luogo che le proteggeva dalle ostilità, dalle prevaricazioni e dalle angherie dei bulli. Oggi la tecnologia permette ai persecutori di materializzarsi in ogni momento della loro vita, di infiltrarsi nelle case delle vittime, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati con l'ausilio di internet. La persistenza delle informazioni diffuse e l'accessibilità illimitata aggravano la vulnerabilità della vittima. La fragile psiche del ragazzo adolescente ne viene sconvolta a tal punto che nei peggiori episodi di cronaca si arriva al gesto estremo. Per i ragazzi è facile sentirsi preda delle proprie emozioni, specie di quelle negative, e di conseguenza sviluppare un senso di disagio che può bloccare la possibilità di pensare (inibizione intellettuale) e produrre reazioni negative come l?isolamento, l?aggressività, l?intolleranza verso chi è diverso, ecc. Nostro compito in quanto educatori è quello dunque di "vegliare" sui nostri allievi, ma prima ancora di offrire un'educazione alle emozioni, un percorso educativo che consenta fin dai primi anni di riconoscere i propri sentimenti e di riuscire a comunicarli, di suscitare riflessioni sul proprio sentire e su quello altrui, di suggerire strategie di controllo delle emozioni più forti come la rabbia o di educazione al sentire empatico. In ogni storia di bullismo non c?è mai un vincitore ed un vinto: c?è solo un soggetto debole che se la prende con uno percepito come ancora più debole. Nel bullismo mancano sempre le parole per ?dirlo?: la vittima non ha parole per ?denunciare?, il bullo non ha parole per esprimere diversamente la sua rabbia, la sua aggressività. Prevenire e ridurre il bullismo si può: aiutando i bambini a scoprire la diversità come risorsa, aiutandoli a sviluppare l?empatia, smontando la figura del bullo come protagonista o forte, stimolando l?integrazione e il rispetto. Lo scopo è quello di far si che nemmeno il bullo venga emarginato, ma che si capisca che lui per primo è una vittima. Il bullismo, nella maggioranza dei casi è un fenomeno di gruppo e il bullo non agisce quasi mai da solo. Oltre al bullo e alla vittima, il gruppo dei pari ha una forte influenza. Se da una parte troviamo i sostenitori, gli aiutanti o i complici, una percentuale importante del gruppo è da collocare tra gli osservatori o i silenti, ovvero coloro che stanno a guardare e non fanno niente per contrastare quelle azioni che danneggiano i compagni più fragili. In virtù di quanto detto, è veramente importante che i sostenitori, gli aiutanti, gli osservatori ed i silenti prendano coscienza del loro ruolo e non rimangano tali, ma che agiscano attivamente per contrastare il fenomeno. Il ruolo degli adulti è quello di accompagnare i ragazzi nello sviluppo delle capacità di decodifica e interpretazione delle emozioni altrui e nella promozione di comportamenti pro-sociali anche on-line. La possibilità di creare atteggiamenti empatici nel gruppo dei pari permette lo sviluppo di una cultura responsabile tra i membri del gruppo e promuove comportamenti di mutuo aiuto, in rete e non. Ecco perché, dopo aver costruito un regolamento con l?aiuto del progetto ?generazioni connesse, nasce la necessità di un lavoro interdisciplinare in verticale per un'educazione alle emozioni.




IL VADEMECUM DI GENERAZIONI CONNESSE

La guida si rivolge a genitori, insegnanti, operatori del sociale e della salute mentale, a professionisti dell’infanzia e, in generale, a tutti coloro che sono coinvolti nelle tematiche in questione o semplicemente interagiscono con il mondo giovanile e intendono acquisire maggiori strumenti conoscitivi e operativi sui rischi collegati all’utilizzo delle TIC.

Il documento è strutturato in due parti:

  • una sezione dedicata all’approfondimento - con riferimenti teorici e operativi - di alcune problematiche quali: il cyberbullismo, i siti pro-suicidio, i siti pro-anoressia e pro-bulimia, il gioco d’azzardo online, la pedopornografia online, l’adescamento online, il sexting, il commercio online, i videogiochi online e la dipendenza da Internet;
  • una sezione con i riferimenti dei servizi a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una delle situazioni prese in considerazione.

 

 

 

KitDidattico

Scopri il nostro kit didattico composto da tre e-book interattivi per bambini, ragazzi e insegnanti, con consigli e giochi per navigare sicuri online. In particolare, l’e-book dedicato ai docenti approfondisce alcune tematiche legate all’utilizzo di Internet e nuovi media offrendo spunti di riflessione e attività didattiche per condurre laboratori con bambini e ragazzi.

 

#ChatWoman

Colei che chattava, chattava, chattava...

Il Web è un luogo meraviglioso ed è importante conoscerlo, navigarlo, passare del tempo in rete per coltivare passioni, amori o amicizie anche usando le chat… ma è importante che la vita in chat non diventi la tua vita. Continua a coltivare il tempo con gli amici, a incontrarli.

 

 

#SilverSelfie

Colui che viveva scattando

Scattare foto e postare un selfie può essere un modo per condividere con gli altri come stiamo, per fargli sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma spesso si pensa più al condividere il momento che a viverlo realmente. Non si pensa più ad apprezzare quello che c’è attorno a noi, a sentire le emozioni che ci circondano.

Ricordiamo che oltre il Selfie... c'è di più...

 

 

#IncredibileUrl

Colui che cliccava su tutto.

L' #IncredibileURL non fa mai attenzione a quello che gira sui social. Clicca su tutti i link, condivide e commenta senza leggere il contenuto o verificare le fonti. Una volta ha seguito le istruzioni descritte in una email e... ha perso tutti i soldi che aveva sulla sua prepagata...amici, a incontrarli.

 

 

#UomoTaggo

Colui che taggava chiunque

Per l’#UomoTaggo un momento non Taggato, è un momento non vissuto.
Ogni foto, stato, video deve essere avere un Like, un cuore, un Wow…

 

 

#RagazzaVisibile

Colei che postava ogni cosa...

La #RagazzaVisibile pensava che alcune foto condivise con il proprio fidanzato rimanessero private, ma si sbagliava. Lui le inviò ad un amico fidato che le inviò ad un altro amico fidato che poi...

 

 

#Tempestata

Colei che postava senza pensare

I social ti permettono di condividere in diretta l’entusiasmo di un momento felice, i tuoi pensieri, le tue emozioni. Puoi far conoscere a tutti i tuoi amici e alle tue amiche quello che sei… Ma quando usi i social rifletti sempre su ciò che pubblichi e con chi lo condividi?

 

 

#PostatoreNero

Colui che si sentiva il più forte (online)

Il #PostatoreNero crede che tutto sia un gioco, che offendere online è un gesto che non può ferire nessuno... il postatore nero è... scoprilo nell'ultimo episodio!

 

 
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