Infosfera

Dalla società dell’informazione alla società informazionale

L’infosfera è il nuovo spazio che viviamo, ma non è il ciberspazio di una volta: è qualcosa di più, lo include. Sono proprio le tecnologie dell’informazione che hanno creato questa nuova realtà mutando lo spazio che fa coesistere online e offline. 
Con Floridi (2014), possiamo dire che siamo passati dalla storia all’iperstoria. Cosa significa? Dalla registrazione e comunicazione (la storia) alla creazione delle informazioni (l’iperstoria). Ossia generare l’informazione, registrarla, trasmetterla, manipolarla e usarla con uno scopo economico. 

Siamo immersi in una vera e propria rivoluzione dell’informazione. Come ci siamo arrivati?                                                                                                              
Si tratta, a seconda dei punti di vista, della terza o la quarta rivoluzione, ma andiamo con ordine.
Se si prende come cifra la ricchezza e la produzione, questo periodo è la terza rivoluzione. 

Durante la prima rivoluzione la ricchezza coincideva con la quantità di terra posseduta; è seguita poi la rivoluzione industriale in cui la produzione diventa capitalistica e vi è una netta distinzione tra chi possiede i mezzi di produzione e gli operai. La ricchezza in questo tipo di società corrisponde alla merce prodotta e alla proprietà di tale merce, comprese la merce-lavoro. La terza età, invece, sarebbe quella digitale o informazionale. In questa particolare società, la ricchezza si identifica non più con il possesso della merce, ma con la proprietà dei dati, di conseguenza realizza maggiore ricchezza chi detiene l’informazione.

Possiamo qui portare ad esempio i quattro grandi player: Google, Amazon, Facebook, Apple. Si tratta di società quotate in borsa e la loro ricchezza equivale al possesso di dati degli account: maggiore è il numero di account, maggiori sono i dati, maggiore è la ricchezza.
 

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#Tags: pillole teoriche

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