Lo sharenting
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Lo sharenting

Chiedi mai il permesso ai tuoi figli prima di postare un contenuto che li riguarda?

Sai cos’è lo sharenting?

Come genitori è importante tutelare la privacy dei tuoi figli/e. Eppure, non sempre ciò avviene. Hai mai sentito parlare di sharenting? È un termine utilizzato per descrivere la condivisione online eccessiva da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli/e (fatti, fotografie, video…). La parola unisce “share-condividere e parenting-genitorialità”.

Negli ultimi anni, c’è stato un aumento notevole delle foto di minori online, al punto tale che sempre di più si parla di questo fenomeno. Secondo uno studio dell’associazione inglese “Parent Zone”, pubblicato nel 2015, ogni anno un bambino appare in media in 195 istantanee immesse nel web dal genitore e che, al compimento dei 5 anni, sarà protagonista di circa 1000 scatti.

Eppure, la sovraesposizione di bambini e bambine in Internet andrebbe evitata sempre e ciò perché anche in questo modo si viola la loro privacy e si lasciano tracce digitali di cui si perde il controllo, una volta in Rete.

 

E tu, chiedi il permesso ai tuoi figli prima di postare un contenuto che li riguarda?

Frequentemente ciò non accade. Niente di più sbagliato. Chiedere il permesso ai tuoi figli/e prima di postare online qualsiasi contenuto che li riguarda rappresenta oltre che un atto di rispetto e di protezione nei loro confronti, anche un’azione educativa importante sul tema della privacy e su come sia importante tutelarsi in Rete (è come se dicessi ai tuoi figli/e: “anche tu devi prestare attenzione ai contenuti che diffondi online”).

 

Ma perché lo sharenting andrebbe evitato?

In generale, i genitori, sembrano non conoscere i rischi del proprio comportamento online. Eppure tali rischi sono reali e concreti. A confermarlo sono le ricerche sul fenomeno. Diversi studi (Maxim, Orlando, Skinner, & Broadhurst, 2016; Steinberg, 2017), per esempio, hanno evidenziato come le immagini condivise in Rete dai genitori siano spesso trovate in siti pedopornografici, e come, inoltre, lo sharenting possa facilitare i malintenzionati a ricavare informazioni private dei figli, come indirizzi, luoghi ed abitudini quotidiane.

Non è un caso che enti e organizzazioni internazionali come l’Australian Children’s e Safety Commissioner (2019) e l’American Academy of Pediatrics (McCarthy, 2017) sostengano l’importanza di favorire nei genitori una maggiore consapevolezza del web ed un uso adeguato delle impostazioni e delle configurazioni dei social network.

 

E gli adolescenti cosa pensano dello sharenting?

Molti adolescenti lamentano di sentirsi in imbarazzo quando i loro genitori postano foto o informazioni che li riguardano. Anche in questo caso a confermarlo sono alcune ricerche.

Ad esempio, in una ricerca condotta da Gaëlle Ouvrein e Karen Verswijvel (2019) dell’Università di Antwerp in Belgio, attraverso l’uso di focus group con adolescenti tra i 12 ed i 14 anni, emerge come questi ultimi provino una certa preoccupazione quando i propri genitori pubblicano online contenuti che li riguardano (senza il loro permesso). Ma quali sono le principali preoccupazioni di ragazzi/e?

Fra queste troviamo la paura di provare imbarazzo a seguito della pubblicazione di foto buffe o che mostrino nudità (anche da piccoli), timori legati all’accettazione dei pari e quindi di essere valutati negativamente, o addirittura di ricevere commenti negativi fino ad essere vittima di bullismo o cyberbullismo. In generale, inoltre, gli adolescenti vorrebbero controllare i post dei genitori che li riguardano prima che questi vengano pubblicati.

Per un ulteriore approfondimento sulle ricerche citate, leggi l’articolo: “Quando i dati dei figli vanno online: lo sharenting visto dagli adolescenti”.

 

Meno sharenting e più dialogo con i tuoi figli!

Il desiderio di mostrare con orgoglio le foto dei tuoi figli/e o di raccontare ad amici e parenti buffi aneddoti che li riguardano è assolutamente naturale. Ricorda però che quando ciò avviene online, i contenuti che pubblichi diventano visibili a tutti, accessibili a “pubblici” inaspettati e potenzialmente riutilizzabili da chiunque.  

È principalmente per questo motivo che un uso disfunzionale dei social può rilevarsi deleterio e pericoloso.

Cosa fare allora?

  • Crea, innanzitutto, un clima di dialogo con i tuoi figli per dare la giusta rilevanza alla loro opinione e discutere dei contenuti e delle modalità di condivisione online.
  • Tieni sempre in considerazione il loro punto di vista.
  • Sii maggiormente consapevole del funzionamento della privacy online; attraverso le impostazioni offerte dai vari social puoi condividere solo con chi vuoi.
  • Chiedi a parenti e amici di non pubblicare o ricondividere immagini dei tuoi figli/e senza il tuo e il loro permesso.
  • Ricorda, trovare il giusto equilibrio fra il bisogno di raccontarsi e proteggersi è fondamentale per usare la Rete in modo sicuro e positivo, per te stesso e i tuoi figli/e.

 

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