Internet for Kids
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Il video con 7 consigli utili per l’educazione digitale.

Gli studenti e le studentesse vivono OnLife: per loro realtà fisica e digitale non sono distinte, ma piuttosto la continuazione l’una dell’altra. Per questo motivo, Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, ha lanciato le Linee guida per l’uso positivo delle tecnologie digitali e la prevenzione dei rischi nelle scuole, con l’obiettivo di accompagnare scuole e famiglie nell’educazione di studentesse e studenti all’uso positivo delle tecnologie digitali.

Per farlo, ha creato un video che illustra i 7 punti di cui le Linee Guida si compongono.

Oggi l’accesso ad internet deve essere considerato una risorsa di incremento del sapere e un aiuto alla capacità comunica/va di bambini/e e ragazzi/e. Ma al contempo, se usato senza consapevolezza, può esporre i giovani a situazioni di rischio e vulnerabilità.

Con l’obiettivo di rispondere in maniera adeguata a questi nuovi bisogni e garantire ai giovani di muoversi in sicurezza negli ambienti digitali, le istituzioni scolastiche, in particolare i docenti, sviluppano quotidianamente servizi e promuovono attività dai contenuti innovativi.

Grazie alle poli/che del Better Internet for Kids, anche noi ci siamo mossi in questa direzione, sviluppando linee guida attraverso cui valutare le attvità di sensibilizzazione ed educazione attuate da enti e scuole per la sicurezza online dei propri alunni/e.

Sette i criteri minimi a cui attenersi:

1. Adottare una strategia integrata e globale.  In che modo? Attraverso lo sviluppo di un curricolo digitale verticale e trasversale che diventi parte integrante della proposta formativa della scuola, preferibile rispetto ad attività una tantum o scollegate tra loro e il suo inserimento all’interno del PTOF al fine di facilitare un cambiamento di paradigma. E attraverso la promozione dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia al fine di migliorare il livello di sensibilizzazione e comunicazione sull’importanza e la qualità del patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglie, inserendo il tema delle Tecnologie Digitali.

2. Adottare una politica di prevenzione. Queste attività devono essere un’abitudine per le scuole: grazie alla prevenzione si può rallentare l’insorgere di comportamenti rischiosi. L’obiettivo è creare un approccio multidisciplinare dove figure professionali qualificate e istituzioni lavorino insieme coordinati dalla scuola stessa.

3. Segnalazione e presa in carico di situazioni potenzialmente a rischio. Occorre implementare procedure di segnalazione e gestione dei problemi connessi ai rischi dell’online. Per questo motivo bisogna individuare figure all’interno della scuola che abbiano competenze tali da poter contrastare eventuali rischi online e che riescano a comunicare con le istituzioni preposte al controllo e alla risoluzione di tali problemi.

4. Valutazione dei bisogni e definizione degli obiettivi. Al fine di migliorare la qualità dei progetti e delle attività è fondamentale considerare prima di tutto i reali bisogni della scuola, così da proporre progetti sempre più vicini alle esigenze degli studenti e delle studentesse.

5. Approccio metodologico. Favorire metodologie formative attive e partecipative che consentano anche processi di apprendimento orizzontale fra pari (peer to peer support) e di self/peer empowerment. Occorre inoltre promuovere l’Educazione Civica Digitale, l’educazione al rispetto e lo sviluppo del pensiero critico.

6. Valutazione degli interventi al fine di promuovere pratiche di comprovata efficacia. È importante utilizzare criteri di valutazione e monitoraggio che siano stati precedentemente definiti, esplicitati e condivisi. L’attuazione di programmi, percorsi, progetti e strumenti che siano già stati valutati e abbiano dimostrato di essere efficaci. Adattamento, trasferimento e implementazione nel nostro paese di buone pratiche che emergono a livello internazionale.

7. La protezione dei dati personali dei minori. Il GDPR contiene le norme tese a rafforzare la protezione dei dati dei minori online partendo dal presupposto che internet non sia stato creato per i più giovani che rischiano di pagare il prezzo più alto proprio per la loro inesperienza. Capire e insegnare ai giovani il funzionamento del flusso dei dati significa sviluppare una cultura dei dati personali per proteggere le loro esistenze e realizzare la loro libertà di determinarsi online e offline.

 

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