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Ritardo del linguaggio? Colpa degli smartphone. Ecco le linee guida
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Ritardo del linguaggio? Colpa degli smartphone. Ecco le linee guida


di Cetty Mannino

 

Sin dai primi mesi di vita i bambini entrano in relazione con smartphone e tablet. In poco tempo dalla visione dell’oggetto si passa al possesso fino all’utilizzo. Ma quali sono gli effetti in età infantile? Diverse ricerche dimostrano un nesso tra i ritardi del linguaggio e l’uso dei dispositivi ed internet.

Secondo uno studio, condotto dai pediatri dell’ Hospital for Sick Children Canada http://time.com/4769571/smartphone-speech-delays/ , effettuato su circa 900 bambini, tra i sei mesi e i due anni, è emerso che i piccoli che passano più tempo con dispositivi portatili hanno maggiori probabilità di avere ritardi nel linguaggio espressivo, rispetto ai bambini che non utilizzano per molto tempo smartphone o tablet. I ricercatori calcolano che per ogni 30 minuti di tempo passati sullo schermo c’è un aumento del 49% del rischio di ritardo del linguaggio.

Un’ulteriore ricerca condotta dall’University College di Londra https://www.telegraph.co.uk/science/2017/05/04/tablets-smartphones-damage-toddlers-speech-development/ , oltre a sostenere i dati dell’ Hospital for Sick Children, ha rilevato che il tempo passato davanti ad uno schermo può avere anche un impatto sul sonno dei bambini e potenzialmente danneggiare lo sviluppo del cervello. Lo studio britannico ha dimostrato che i neonati messi davanti ai dispositivi per un’ora sono soggetti a 16 minuti di sonno in meno. Il sonno è importante per lo sviluppo del cervello, specialmente durante i primi anni di vita, quando la “plasticità neurale” è massima.

I ricercatori inoltre ritengono che la luce blu proveniente dagli schermi influenzi il bioritmo del bambino, interrompendo quindi i ritmi circadiani mentre la stimolazione causata dal contenuto dei giochi o dei programmi può provocare eccitazione psicologica e fisiologica.

In Gran Bretagna sempre secondo la ricerca, i bambini di età inferiore ai tre anni trascorrono in media 44 minuti al giorno davanti a smartphone e tablet.

A confermare i dati delle ricerche effettuate in Canada e in Gran Bretagna è anche l’equipe di logopediste dell’unità operativa di riabilitazione dell’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo http://intreccio.eu/bambini-e-smartphone-in-aumento-i-ritardi-del-linguaggio-genitori-non-siate-fan-dei-figli/ che evidenzia negli ultimi anni un incremento del ritardo del linguaggio nei bambini e nelle bambine.

Ogni giorno, spiegano le dottoresse, arrivano in ambulatorio piccoli pazienti di 3 anni e mezzo, che non sanno parlare, nonostante una spiccata intelligenza. E tra le varie problematiche legate al linguaggio dei bambini, si evidenzia un’elevata povertà di vocaboli accompagnata di contro ad una esagerata  gestualità.

Secondo i pediatri britannici i bambini, dall’età di due o tre anni, dovrebbero essere in grado di comunicare frasi contenenti tre o quattro parole.

Inoltre, l’equipe di Palermo, sostiene che se da un lato il ritardo del linguaggio è attribuito all’uso improprio dei dispositivi dall’altro è anche amplificato da un mancato sviluppo motorio. Alcuni bambini ad esempio, secondo l’esperienza delle dottoresse, non sanno andare in bici o giocare a palla oppure, ad otto anni, allacciarsi le scarpe. Il problema in questo caso è collegato ad una immobilità da videogioco.

“Lo sviluppo motorio e lo sviluppo del linguaggio – specifica l’equipe- sono strettamente connessi. Così come fondamentale è la fase dello svezzamento, spesso sottovalutato o posticipato dai genitori a causa di una vita frenetica, della pigrizia o dell’ansia”.

Perché lo svezzamento è così importante? “Lo svezzamento implica la masticazione e anche la deglutizione. Meccanismi che incidono fortemente nell’articolazione del linguaggio e dunque in un ritardo o in disturbi da correggere”.

Come possono orientarsi dunque i genitori sull’utilizzo degli smartphone?

L’American Academy of Pediatrics http://time.com/4541118/screen-time-guidelines-kids-parenting/ ha annunciato, a proposito dell’utilizzo degli smarphone in età in infantile e non solo, delle nuove LINEE GUIDA, con alcuni cambiamenti sorprendenti.

Divisi in suggerimenti, partendo da bambini molto piccoli fino a coloro che hanno 5 anni in su, le nuove linee guida dispensano molto del vecchio approccio “less is more” e si concentrano invece su un approccio più morbido puntando l’attenzione sulla qualità del tempo trascorso con i computer , le tv e tutti gli altri dispositivi digitali.

Il dottor David Hill, pediatra e presidente del Consiglio dell’AAP sulle Comunicazioni e i Media afferma che: “I modi in cui interagiamo con gli schermi oggi sono così vari che non ha più senso iniziare a cronometrare e dire a questo punto, hai finito”. “Dobbiamo giudicare la qualità di queste diverse esperienze digitali e pesarle di conseguenza.”

Nelle nuove linee guida l’AAP ha deciso di cancellare il consiglio “no screen time before age two“. Ma questo non significa che i neonati e i bambini dovrebbero passare del tempo davanti alla televisione o giocare con tablet o smartphone”, sostiene Hill.

“A quell’età, qualsiasi apprendimento dipende dall’interazione con altri umani”

Oltre i 18 mesi e fino a 5 anni, l’AAP raccomanda di limitare l’utilizzo dei media su schermo a un’ora di programmazione “alta qualità” al giorno.

Tutte le ricerche, ad ogni modo, portano ad una call to action da parte dei genitori. Il monito arriva anche dell’equipe dell’Ospedale Buccheri La Ferla che sostiene: “non siate fan dei propri figli ma educatori. Inoltre interagite e passate del tempo “sano” con i propri bambini”.





IL VADEMECUM DI GENERAZIONI CONNESSE

La guida si rivolge a genitori, insegnanti, operatori del sociale e della salute mentale, a professionisti dell’infanzia e, in generale, a tutti coloro che sono coinvolti nelle tematiche in questione o semplicemente interagiscono con il mondo giovanile e intendono acquisire maggiori strumenti conoscitivi e operativi sui rischi collegati all’utilizzo delle TIC.

Il documento è strutturato in due parti:

  • una sezione dedicata all’approfondimento - con riferimenti teorici e operativi - di alcune problematiche quali: il cyberbullismo, i siti pro-suicidio, i siti pro-anoressia e pro-bulimia, il gioco d’azzardo online, la pedopornografia online, l’adescamento online, il sexting, il commercio online, i videogiochi online e la dipendenza da Internet;
  • una sezione con i riferimenti dei servizi a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una delle situazioni prese in considerazione.

 

 

 

KitDidattico

Scopri il nostro kit didattico composto da tre e-book interattivi per bambini, ragazzi e insegnanti, con consigli e giochi per navigare sicuri online. In particolare, l’e-book dedicato ai docenti approfondisce alcune tematiche legate all’utilizzo di Internet e nuovi media offrendo spunti di riflessione e attività didattiche per condurre laboratori con bambini e ragazzi.

 

#ChatWoman

Colei che chattava, chattava, chattava...

Il Web è un luogo meraviglioso ed è importante conoscerlo, navigarlo, passare del tempo in rete per coltivare passioni, amori o amicizie anche usando le chat… ma è importante che la vita in chat non diventi la tua vita. Continua a coltivare il tempo con gli amici, a incontrarli.

 

 

#SilverSelfie

Colui che viveva scattando

Scattare foto e postare un selfie può essere un modo per condividere con gli altri come stiamo, per fargli sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma spesso si pensa più al condividere il momento che a viverlo realmente. Non si pensa più ad apprezzare quello che c’è attorno a noi, a sentire le emozioni che ci circondano.

Ricordiamo che oltre il Selfie... c'è di più...

 

 

#IncredibileUrl

Colui che cliccava su tutto.

L' #IncredibileURL non fa mai attenzione a quello che gira sui social. Clicca su tutti i link, condivide e commenta senza leggere il contenuto o verificare le fonti. Una volta ha seguito le istruzioni descritte in una email e... ha perso tutti i soldi che aveva sulla sua prepagata...amici, a incontrarli.

 

 

#UomoTaggo

Colui che taggava chiunque

Per l’#UomoTaggo un momento non Taggato, è un momento non vissuto.
Ogni foto, stato, video deve essere avere un Like, un cuore, un Wow…

 

 

#RagazzaVisibile

Colei che postava ogni cosa...

La #RagazzaVisibile pensava che alcune foto condivise con il proprio fidanzato rimanessero private, ma si sbagliava. Lui le inviò ad un amico fidato che le inviò ad un altro amico fidato che poi...

 

 

#Tempestata

Colei che postava senza pensare

I social ti permettono di condividere in diretta l’entusiasmo di un momento felice, i tuoi pensieri, le tue emozioni. Puoi far conoscere a tutti i tuoi amici e alle tue amiche quello che sei… Ma quando usi i social rifletti sempre su ciò che pubblichi e con chi lo condividi?

 

 

#PostatoreNero

Colui che si sentiva il più forte (online)

Il #PostatoreNero crede che tutto sia un gioco, che offendere online è un gesto che non può ferire nessuno... il postatore nero è... scoprilo nell'ultimo episodio!

 

 
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