SOCIAL NETWORK E CHAT: IL NUOVO GRANDE FRATELLO
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SOCIAL NETWORK E CHAT: IL NUOVO GRANDE FRATELLO

Veneto

Qualche tempo fa, mi è successo di essere stata hackerata in Whatsapp, molto probabilmente a causa di qualche pirata informatico interessato a curiosare nelle conversazioni altrui. Aprendo l’applicazione mi era capitato di vedere un messaggio che diceva “Saluti da WhatsApp! Il tuo numero di telefono non è registrato su questo dispositivo. Clicca sul link per attivare il numero di telefono”. Sbadatamente ho cliccato su quel link è automaticamente è stato installato all’interno del mio cellulare un malware capace di esporre i miei dati sensibili, oltre che di mandare lo stesso messaggio hackerato a tutti i miei contatti. A quel punto ho dovuto disinstallare l’applicazione, scaricarla nuovamente e cambiare la password. In seguito mi sono rivolta ad un professionista capace di potermi dire se qualche mio dato era stato effettivamente sottratto, fortunatamente non è stato così. Tuttavia, mi è stato consigliato di essere attenta a questi tipi di messaggi e installare nel mio dispositivo una buona applicazione antivirus.

Ancora più inquietante è la notizia che nel bel mezzo della pandemia del Coronavirus, gli Stati Uniti hanno legalizzato il permesso di spiare Internet senza limiti grazie a un “aggiornamento” della precedente norma del Patriot Act (quell’insieme di norme che dal 2001 ha permesso agli Stati Uniti di osservare, in segreto, le attività online di chiunque, compresi i leader di altri paesi, giornalisti, dirigenti politici). Dunque, dobbiamo essere consapevoli di poter essere costantemente controllati. Il nostro cellulare registra e analizza qualsiasi nostra azione: quando guardiamo una fotografia, vediamo un video, leggiamo un messaggio su WhatsApp. Questo consente anche agli operatori di Internet di ottenere numerose informazioni riguardo allo stile di vita delle persone, offrendo loro quindi la possibilità di creare servizi e prodotti sempre più capaci di soddisfare le loro esigenze. Ad esempio, Google riesce ad ottenere molte informazioni su di noi analizzando i nostri interessi ricavati dalle ricerche che sono state svolte su internet. Il problema è che siamo stati noi a dar loro l’autorizzazione quando abbiamo risposto di sì alla domanda “Accetti le condizioni generali di utilizzo?”: in questo modo, ad esempio, gli utilizzatori di Facebook hanno acconsentito a cedere la lista dei loro contatti, la loro situazione sentimentale, la data di nascita, le loro foto personali e i loro interessi.
Il modo migliore per proteggersi da questo tipo di attacchi è innanzitutto avere la versione più recente del sistema operativo e dell’applicazione installati. Di solito l’aggiornamento dell’applicazione non porta solo nuove caratteristiche ma anche patch di sicurezza più evoluti. È importante disporre di uno strumento di backup installato per conservare i dati al sicuro nel caso in cui il dispositivo non sia più accessibile, o qualcuno cancelli i dati. Sarebbe importante anche restringere le regole di privacy per avere accesso ai contenuti (contatti, foto, video, calendario) – per limitare l’esposizione delle informazioni ai potenziali cybercriminali.

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