Leoni nella vita vera o solo dietro ad uno schermo?
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Leoni nella vita vera o solo dietro ad uno schermo?

CYBERBULLISMO

Negli ultimi anni il termine cyberbullismo ha avuto una diffusione esponenziale, il suo uso si è sempre più diffuso nel nostro gergo e nelle notizie di cronaca.

In origine il termine bullo non era utilizzato in senso negativo bensì, derivante dall’olandese boel cioè fratello si è poi trasformato nella parola anglosassone bully che significava tesoro, ed era termine usato come appellativo per le persone ritenute tali. Con il tempo, seguendo un itinerario sconosciuto, da sinonimo di "bravo ragazzo" il termine bullo si è trasformato in sinonimo di "vessatore di deboli". 

Il cyberbullismo, come sappiamo ha come luogo di espansione la rete internet tra cui ovviamente rientrano tutti i social network. 

 

 

Schernire, insultare e offendere le persone si può fare online in milioni di modi diversi, note sono le persone che dopo aver fatto foto o video ose’ sono stati messi online e scherniti.

Spesso ragazzi “mascherati” con falsi account, per non essere rintracciati, condividono online una conversazione, una chat, una foto rubata o una confidenza in brevissimo tempo causando tanta sofferenza e umiliazione. 

Purtroppo questo fenomeno è in larghissima espansione ed è veramente frequente.

Il Codice penale italiano non contempla il reato di cyberbullismo ma per ogni tipologia di atto compiuto dai cyber-bulli si possono configurare vari tipi di reato come quello di atti persecutori o stalking, la diffamazione eccetera fino ad arrivare al reato di istigazione al suicidio.

Il Parlamento italiano , il 18 maggio 2017 , ha approvato la legge 71/2017, una legge a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo , che prevede misure prevalentemente a carattere educativo/rieducativo.  La legge pone al centro il ruolo dell’istituzione scolastica, stabilendo che ogni istituto scolastico dovrà provvedere ad individuare fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo . 

La L.71/17 introduce una definizione: “Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.” (Art. 1- Comma 2).

In Italia i reati connessi al fenomeno del cyberbullismo possono e DEVONO ESSERE DENUNCIATI alla Polizia Postale, specialità della Polizia di Stato che si occupa di contrastare qualsiasi crimine venga commesso mediante l’utilizzo della rete internet. Ma questo non basta prima di arrivare ad essere vittime indifese degli odiatori da tastiera bisogna farsi aiutare dalle persone che si ha più care che siano i genitori o fratelli o sorelle ma anche da associazioni che si fanno carico di ascoltare ed aiutare le persone colpite da questo odioso fenomeno.

Per le ragazze e i ragazzi che hanno più di 14 anni e sono vittime di cyberbullismo inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete. Se entro 24 ore, poi, il gestore non avrà provveduto, l’interessato può rivolgere analoga richiesta anche al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore.

Sul sito del Garante c’è pubblicato il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo da inviare a: cyberbullismo@gpdp.it.

Al giorno d'oggi tutti i ragazzi sono connessi ad internet 24 h su 24, complici anche la pandemia e le regole di distanziamento sociale, che hanno fatto prendere il sopravvento alla dimensione digitale in quest’ultimo anno.

L’Italia è al decimo posto su 27 paesi della Unione Europea per l'esposizione ai rischi online. In generale, infatti, solo negli ultimi dodici mesi più di 1 ragazzo su 8 racconta di essere stato vittima di cyberbullismo. I comportamenti scorretti riguardano maggiormente l’aspetto fisico, l’orientamento sessuale, la politica e la religione.

Articolo scritto e registrato da: Emilia, Camilla, Roberta e Giuseppe.

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