La web reputation
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La web reputation

Alla scoperta di chi sono onLine

Ognuno di noi si trova a dover gestire la propria identità non solo nella vita reale, ma anche online, un po’ come una volta succedeva a VIP e a personaggi pubblici. Si tratta di una responsabilità che tocca chiunque scelga di avere un profilo su un social network. Dati, informazioni e azioni non appartengono più (solo) ai legittimi proprietari poiché lasciano una traccia, spesso indelebile, in rete. Per questo è molto importante esserne consapevoli e scegliere cosa mettere online con attenzione, valutando le eventuali conseguenze immediate e future. Sull’immediato dovremmo chiederci: i dati che postiamo, commentiamo e condividiamo come ci presentano? Che immagine di noi danno? Come verranno percepiti da amici (e non)? Per il futuro è importante riflettere sull’identità in divenire di bambini e di adolescenti che, in alcuni casi, potrebbero trovarsi a dover fare i conti con “tracce” discutibili del passato, fino ad arrivare al caso estremo in cui anche trovare un lavoro potrebbe essere un problema a causa da ciò che hanno pubblicato o reso noto online anni prima. Insomma, dobbiamo attentamente valutare in che modo tutto ciò che pubblichiamo in rete va a costruire la nostra cosiddetta web-reputation. 

La reputazione online non è quello che raccontiamo su noi stessi in rete (storytelling), ma quello che gli altri pensano di noi a partire da ciò che noi pubblichiamo e da come ci comportiamo online. Insomma, molto dipende da come gli altri interpretano quello che postiamo, commentiamo e condividiamo. 

Quando mettiamo in rete un contenuto, spesso non pensiamo al fatto che esso potrà essere visualizzato da varie persone, come ad esempio amici, genitori, parenti, datore di lavoro, o un insegnante. Ciò che postiamo può essere perfettamente compreso da alcune persone, ma frainteso o interpretato in modo diverso dagli altri, e ciò anche a seconda del tipo di relazione che abbiamo con i vari soggetti che si imbattono nei contenuti che pubblichiamo. 

Ad esempio, potrebbe capitarci di voler postare qualcosa, una canzone, un’immagine o una foto pensando di mandare un messaggio ad un amico specifico. In tal caso, dovremmo sempre tener conto che quel messaggio sarà letto anche da tutti gli altri miei “amici” online (a meno che non inseriamo restrizioni specifiche per quel contenuto) e immaginare le possibili conseguenze di ciò.  

Talvolta, sono le emozioni ad influenzarci quando pubblichiamo contenuti in rete. Ma se ci lasciamo trasportare troppo da esse potrebbe capitarci di scrivere e mettere online qualcosa di getto, per poi pentircene quando magari è troppo tardi (perché quel contenuto è stato già letto, condiviso o salvato). Inoltre, può accadere che proprio quell’unico post che non avremmo mai voluto pubblicare, perché magari offensivo, sciocco, o addirittura razzista e violento, finisca per diventare virale, pur esprimendo un pensiero scritto sull’onda dell’emozione e che forse non ci appartiene davvero. Si sa, sui social network, spesso sono proprio i contenuti di questo tipo a generare più reazioni (positive o negative) e a diventare per questo più visibili. 

La nostra web-reputation oggi è estremante importante anche in ambito lavorativo. Spesso, infatti, essa viene considerata nel reclutamento di nuovo personale. E ciò avviene attraverso, ad esempio, il social recruiting, ovvero la ricerca di informazioni sui candidati da parte delle aziende, mediante i social network. La presenza sui nostri profili social di contenuti di cattivo gusto potrebbe non aiutarci. 

E allora, quando siamo online, cosa dovremmo evitare per non danneggiare la nostra web-reputation?

  • Non dimentichiamo di filtrare i contenuti: ciò che pubblichiamo online resta. Quindi, evitiamo di pubblicare contenuti inopportuni e potenzialmente compromettenti per la nostra immagine. 
  • Usiamo le impostazioni sulla privacy. È importante fare in modo che solo i nostri amici abbiano accesso ai contenuti che pubblichiamo, soprattutto quelli più privati. 
  • Cerchiamo di non postare contenuti che criticano gli altri. 
  • Non usiamo un linguaggio volgare, scurrile e scorretto da un punto di vista linguistico. 
  • Non condividiamo contenuti falsi o di cui non abbiamo la certezza. 

 

Ma come possiamo farci un’idea sulla nostra web-reputation? 

Il passo più semplice ed efficace è quello di provare a cercare il nostro nome sui motori di ricerca e visionare attentamente i vari risultati. Molti di essi saranno relativi ai contenuti pubblicati sui social network, immagini comprese. 

E se in rete circola un contenuto che può danneggiare fortemente la nostra reputazione online? 

In tal caso potremmo appellarci al cosiddetto “diritto all’oblio”, “ovvero al diritto di richiedere la cancellazione o l’aggiornamento di una notizia o di un fatto di cronaca che ci riguarda in prima persona, accaduto in passato: lo sancisce l’art. 17 del Regolamento UE 2016/679”. 

 

Per approfondire il tema della web-reputation vi invitiamo a seguire la registrazione del webinar organizzato da Generazioni Connesse, dal titolo: “Chi sono online? Approfondimento su identità online e web-reputation”. 

 

 

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